Un’onda di piazze, cortei, occupazioni e scioperi scuote l’Italia. Da Roma a Napoli, da Firenze a Genova, da Bologna a Torino, decine di città hanno visto migliaia di persone scendere in strada in solidarietà con la Global Sumud Flotilla, abbordata dalle forze occupanti israeliane al largo di Gaza.
La risposta popolare è stata immediata e diffusa. A Roma, un corteo di migliaia ha attraversato il centro storico, bloccato dalla polizia mentre tentava di raggiungere Palazzo Chigi. A Napoli, gli attivisti hanno occupato i binari della stazione centrale, paralizzando per ore il traffico ferroviario. A Bologna e Torino, le strade principali sono state invase da manifestanti, con presidi spontanei davanti alle sedi istituzionali. In Toscana, tra Firenze, Pisa e Livorno, i cortei hanno attraversato i centri cittadini, mentre nei porti i varchi sono stati bloccati da lavoratori e attivisti.
I giornali raccontano una mobilitazione capillare: oltre 35 città coinvolte, centinaia di iniziative tra cortei, sit-in, blocchi stradali e ferroviari.
La spinta non arriva solo dal basso. Le organizzazioni sindacali CGIL e USB hanno proclamato per venerdì 3 ottobre uno sciopero generale nazionale: un gesto raro, che segna la gravità della situazione e la volontà di dare una risposta collettiva all’attacco subito dalla Flotilla.
Le immagini che arrivano dal Mediterraneo – con le navi della solidarietà circondate e fermate con la forza – hanno scosso la coscienza civile. «Quella Flotilla rappresenta un atto di resistenza e dignità, un ponte umanitario verso Gaza», si legge nei comunicati di piazza.
Le cronache riportano anche tensioni e momenti di scontro con le forze dell’ordine, ma la voce dei manifestanti è unanime: Non si tratta solo di un atto di solidarietà, ma di una presa di posizione netta contro l’assedio e contro l’impunità della violenza che Israele continua a esercitare sul popolo palestinese e su chi prova a spezzare l’isolamento di Gaza.
Oggi l’Italia parla con una sola voce. E questa voce dice: la Flotilla non è sola.


sono con la palestina libera e contro i cani israeliani e i leccasionisti italiani e i loro padroni americani
il messaggio che si vuole dare è : basta fornire armi ad Israele , diventando complici del genocidio in corso.