Un documento redatto da ASGI, Giuristi Democratici e Comma 2, con il contributo della docente di diritto internazionale Francesca De Vittor, ha chiarito un punto cruciale: la missione della Global Sumud Flotilla è pienamente conforme al diritto internazionale, mentre il blocco navale imposto da Israele contro Gaza è radicalmente illegittimo e costituisce una violazione gravissima delle norme internazionali.
La missione della Global Sumud Flotilla, che naviga verso Gaza per portare aiuti umanitari e rompere l’isolamento imposto alla Striscia, è oggi al centro dell’attenzione internazionale. Non si tratta solo di un atto di solidarietà, ma anche di un’iniziativa politica che denuncia l’inerzia della comunità internazionale di fronte alla crisi umanitaria in corso. In Italia, l’arrivo della Flotilla ha dato nuovo impulso alle mobilitazioni popolari: cortei, presidi e iniziative diffuse da nord a sud hanno riportato Gaza al centro del dibattito pubblico.
Come spesso accade con azioni di forte impatto simbolico e politico, la Flotilla ha diviso l’opinione pubblica. Se da un lato c’è chi ne riconosce il coraggio, dall’altro si è diffusa la narrazione secondo cui tali azioni sarebbero al limite della legalità internazionale. A fare chiarezza è arrivato un documento firmato da ASGI, Giuristi Democratici e Comma 2, con il contributo della docente di diritto internazionale Francesca De Vittor, che sottolinea un punto fondamentale: la Flotilla agisce nel pieno rispetto del diritto internazionale, mentre è il blocco israeliano a Gaza a essere radicalmente illegittimo.
Secondo De Vittor, le navi della Flotilla esercitano la libertà di navigazione, un principio cardine del diritto internazionale. Esse non violano acque territoriali israeliane, ma attraversano acque palestinesi su cui Israele esercita una sovranità considerata illegittima. La finalità è chiara: portare aiuti vitali a una popolazione sottoposta a privazioni gravi e sistematiche. Gli aiuti infatti restano bloccati ai valichi di frontiera da Israele, in violazione delle norme del diritto internazionale umanitario.
Le privazioni imposte alla popolazione di Gaza, osserva De Vittor, configurano violazioni gravissime: affamare intenzionalmente i civili come metodo di guerra o impedire i soccorsi costituisce un crimine di guerra, secondo lo Statuto della Corte penale internazionale. Inoltre, la carestia è utilizzata come strumento di un crimine ancor più grave: il genocidio. Non a caso, già dal gennaio 2024 la Corte internazionale di giustizia ha ordinato a Israele di garantire l’arrivo degli aiuti per evitare che il genocidio si consumi.
Il blocco navale imposto da Israele al largo di Gaza, dunque, non solo è illegittimo, ma rappresenta un atto contrario al diritto internazionale cogente (jus cogens), rispetto al quale tutti gli Stati hanno l’obbligo di non riconoscimento. In questo senso, anche lo Stato italiano commette una violazione se accetta la legittimità del blocco.
Un eventuale attacco contro le imbarcazioni della Flotilla costituirebbe, aggiunge la giurista, un uso illegittimo della forza, contrario a uno dei principi fondamentali dell’ordinamento internazionale.
Infine, De Vittor sottolinea l’incompatibilità del cosiddetto “Piano Trump”, sostenuto anche dall’Unione Europea, con il diritto internazionale. Tale piano infatti nega al popolo palestinese il diritto all’autodeterminazione e non riconosce l’obbligo di Israele di ritirarsi dai territori occupati, come stabilito dalla Corte internazionale di giustizia nel luglio 2024 e ribadito dall’Assemblea generale dell’ONU nello stesso anno.
In conclusione, il documento e le parole della docente chiariscono che la Flotilla non viola alcuna norma, mentre il blocco israeliano e le sue conseguenze costituiscono una delle più gravi violazioni del diritto internazionale contemporaneo. La sfida lanciata dal convoglio navale non è quindi solo simbolica: è un atto che smaschera l’ingiustizia di uno status quo insostenibile e chiama in causa la responsabilità degli Stati e delle istituzioni internazionali.



illegittimo e il governo filosionista italiano che appoggia il governo nazista israeliano portare aiuti alla popolazione stremata e diventato un caso politico certo agli adulatori filosionisti gli conviene li in palestina ce gente che muore di fame sotto gli occhi delloccidente servo dei cani israeliani portare aiuti umanitari e diventato reato che mondo satanico