«Stava andando a giocare a carte con gli amici a Figino, come sempre. È stata una cosa del tutto improvvisa, soprattutto se legata al cuore, come ci è stato detto. O forse un ictus. Nostro padre in questo periodo stava assolutamente bene. Se la sentiva anche di andare in giro, a passeggiare con nostra madre. Stava bene. Gli era stata appena rinnovata la patente, aveva appena acquistato un’auto che arriverà fra pochi giorni». A ricordare Aldo Mascheroni, 74 anni, di Cantù, sono i due figli, Andrea e Claudio. Mascheroni, conosciuto per il suo lavoro di fornaio al panificio al civico 66 di via Baracca, aperto per tanti anni con il fratello Bruno e chiuso da pochi anni, è morto l’altro pomeriggio in via don Luigi Meroni, a un minuto d’auto da casa.
Il malore l’ha colpito verso le 15.30, mentre stava raggiungendo gli amici di tutti i giorni. La sua Opel Karl ha terminato la corsa contro il muro dell’abitazione al civico 5 di via don Meroni. La strada, per permettere soccorsi e rilievi, era stata chiusa alla presenza della protezione civile di Cantù. Ieri, il punto dell’incidente appariva già ripulito dai pezzi di motore e di carrozzeria. Ancora odore di benzina nell’aria. Non si esclude che il malore sia stata causa diretta della morte del fornaio. Un elemento che potrebbe arrivare nei prossimi giorni dal medico legale che effettuerà l’autopsia. Quindi settimana prossima, dopo il nullaosta della Procura di Como, si celebreranno i funerali, in data ancora da fissare.
Il giorno dopo l’incidente, ci sono i due figli nella casa a poche centinaia di metri dal centro della frazione di Mirabello. All’ingresso accolgono chi arriva e ricordano il papà. In queste ore difficili, in cui sono vicini alla mamma, Adriana Secchi, la moglie di Mascheroni. Alle loro spalle, c’è anche il fratello di Aldo, Bruno. Fratelli e colleghi, nel panificio sotto casa, per tanti anni.
