Si è concluso oggi, 23 marzo 2026, il referendum costituzionale che proponeva modifiche al sistema giudiziario italiano. Secondo i dati preliminari, il fronte del “No” ha prevalso, con circa il 53–54% dei voti, respingendo le modifiche proposte dal governo. Il “Sì” ha raccolto il 46–47% dei consensi.
L’affluenza si è attestata intorno al 59%, un dato considerevole per un referendum costituzionale, indicando un forte interesse da parte dei cittadini verso il tema della giustizia. L’esito è valido anche senza quorum, rendendo il risultato ufficiale e vincolante.
La riforma sottoposta a referendum mirava a introdurre cambiamenti significativi nel sistema giudiziario, tra cui:
- Separazione delle carriere
- Riforma del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM)
- Metodo di selezione tramite sorteggio
- Istituzione di una Alta Corte Disciplinare
Il “No” blocca quindi ogni cambiamento e mantiene lo status quo del sistema giudiziario italiano.
Il referendum di oggi segna un momento importante nella storia politica italiana, dimostrando la partecipazione attiva dei cittadini su temi di grande rilevanza nazionale.


