Durante un intervento pubblico, Trump ha fatto riferimento alla dislessia di Newsom, affermando: “Penso che un presidente non dovrebbe avere disturbi dell’apprendimento”, ha poi aggiunto: “Tutto di lui è stupido”, utilizzando un linguaggio che ha suscitato critiche per i toni personali e per il riferimento a una condizione come la dislessia.
Le parole dell’ex presidente sono arrivate dopo che Newsom aveva parlato apertamente della propria esperienza con questo disturbo dell’apprendimento, raccontando le difficoltà incontrate durante il percorso scolastico. Proprio per questo motivo, le affermazioni di Trump sono state interpretate da molti osservatori come un attacco non solo politico, ma anche personale.
La replica del governatore è arrivata poco dopo attraverso i social. ha scritto Newsom: “Ho parlato della mia dislessia. So che è difficile da capire per un idiota senza cervello che bombarda i bambini e protegge i pedofili”.
Lo scambio di accuse ha rapidamente attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media, contribuendo ad alimentare un confronto già molto acceso. Le dichiarazioni sono state condivise e rilanciate anche sotto forma di immagini e grafiche sui social network, dove spesso vengono sintetizzate e presentate in modo più diretto e semplificato.
La vicenda evidenzia ancora una volta come il linguaggio di Donald Trump non sia soltanto aggressivo, ma profondamente inadeguato al livello del ruolo che pretende di rappresentare. Colpire un avversario sulla dislessia significa scivolare deliberatamente sul piano più basso e personale, trasformando il confronto politico in un attacco diretto alla persona. Se questo è il livello mostrato pubblicamente, nel pieno della scena istituzionale, viene inevitabile chiedersi fin dove possa spingersi lontano dai riflettori, quando vengono meno anche quei minimi vincoli di esposizione e responsabilità.



la risposta del governatore non fa una piega……………è stupido
chi giudica gli altri con sufficienza, non chi adotta sensibilità verso
tutti e parla col cuore in mano.