La Nato ha deciso di ritirare temporaneamente la propria missione dall’Iraq a causa del peggioramento della situazione di sicurezza legata alla guerra in corso tra Iran, Israele e Stati Uniti. Il personale, composto da alcune centinaia di militari impegnati in attività di addestramento e consulenza, è stato trasferito in Europa.
La missione non era di tipo combattente: il suo obiettivo era sostenere e formare le forze di sicurezza irachene per rafforzarne le capacità operative. Tuttavia, l’aumento delle tensioni e il rischio per il personale hanno portato all’evacuazione e alla sospensione delle attività sul territorio.
La decisione arriva in un contesto di forte instabilità regionale, con attacchi e tensioni crescenti in Medio Oriente che hanno coinvolto diversi Paesi e aumentato il livello di allerta per le forze occidentali presenti nella zona.
Il ritiro riguarda tutte le truppe coinvolte nella missione, che saranno ora riposizionate in una base in Europa, in attesa che la situazione migliori.
In questo scenario, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha duramente criticato gli alleati della Nato, accusandoli di non voler partecipare alle operazioni militari. Li ha definiti “vigliacchi” e ha aggiunto: “ce ne ricorderemo”, esprimendo forte disappunto per la mancata collaborazione da parte dei Paesi europei.
Nonostante la sospensione della missione sul campo, la Nato ha ribadito che continuerà a collaborare con l’Iraq e che l’operazione potrà riprendere quando le condizioni di sicurezza lo permetteranno.


