È una mattina di guerra quella che si è aperta in Iran: una vasta operazione militare condotta congiuntamente da Stati Uniti e Israele ha colpito più obiettivi sul territorio iraniano, segnando una drammatica escalation nel conflitto tra la Repubblica islamica e l’Occidente.
Le esplosioni hanno scosso il paese all’alba, propagandosi ben oltre la capitale, con un’azione che Israele ha definito “preventiva“, indicando come giustificazione una serie di presunte minacce iraniane.
Uno degli obiettivi più simbolici e discussi negli ultimi giorni è il complesso che ospita la residenza e l’ufficio della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, situato nel cuore di Teheran, situato nel cuore di Teheran e strettamente legato al potere politico più alto del paese.
Dalle immagini satellitari diffuse da diverse testate giornalistiche, il complesso sarebbe stato colpito da numerosi missili e raso al suolo. Questa struttura, oltre a essere una residenza, è anche un centro amministrativo e politico, nonché il luogo da cui Khamenei e i suoi più stretti consiglieri gestiscono gran parte delle loro attività.
Fonti citate da Reuters e altri media sostengono che Khamenei non si trovasse nella sua residenza al momento dei raid, ma che fosse stato trasferito in un luogo sicuro o in un bunker protetto giorni prima dell’inizio dell’offensiva.
I raid su Teheran fanno parte di un’operazione più ampia che ha colpito anche altre città iraniane, tra cui Isfahan, Qom, Karaj e Kermanshah, con almeno 30 esplosioni registrate in tutto il paese. Non solo obiettivi politici e militari sono stati presi di mira, ma anche infrastrutture vitali per la sicurezza e l’intelligence iraniana.
La reazione iraniana non si è fatta attendere: decine di missili e droni sono stati lanciati verso obiettivi israeliani e basi statunitensi nei paesi del Golfo. Teheran che ha definito l’attacco un’”aggressione” e ha promesso una “risposta schiacciante” contro Stati Uniti e Israele.
La comunità internazionale ha esortato alla calma. I leader di Unione Europea, Regno Unito, Russia e altri paesi hanno fatto appelli per evitare ulteriori escalation e hanno invitato le parti coinvolte a riprendere rapidamente il dialogo diplomatico.
Mentre le immagini delle esplosioni e i video delle distruzioni continuano a circolare, molti dettagli restano ancora da verificare: le dimensioni esatte dei danni, il numero delle eventuali vittime e la situazione interna del governo iraniano, che potrebbero avere un impatto significativo sugli sviluppi futuri.


