Momenti di caos e paura hanno sconvolto la scorsa notte Bnei Brak, quando un gruppo di manifestanti ha fatto irruzione durante una cerimonia di riconoscimento dedicata ai genitori dei soldati della Brigata Hashmonaim dell’IDF (Israeli Defense Forces). Quell’evento, concepito come un’occasione di gratitudine verso le famiglie dei militari, è stato bruscamente interrotto dall’irruzione, lasciando i presenti tra lo sconcerto.
Secondo quanto riferito, alcuni manifestanti hanno aggredito fisicamente i soldati e i comandanti presenti, seminando paura tra i partecipanti. L’IDF ha condannato con fermezza l’accaduto, sottolineando che ogni forma di aggressione verso i propri uomini e ufficiali è inaccettabile.
Le motivazioni alla base dell’irruzione sono legate a tensioni sociali e politiche. I gruppi ultra-ortodossi (Haredim) e gli attivisti pacifisti o anti-coscrizione criticano la leva obbligatoria e le operazioni dell’IDF, vedendo nella Brigata Hashmonaim – composta da giovani soldati – non solo un simbolo della militarizzazione della società, ma anche uno strumento di politiche che molti ritengono controverse e discutibili.
L’interruzione della cerimonia può essere letta come un segnale del malcontento crescente verso un sistema che impone ai giovani ruoli militari con cui non tutti concordano, mettendo in luce la fragilità del consenso sociale e le tensioni profonde che attraversano Israele.

