Tra le tende degli sfollati, in mezzo a cumuli di macerie e silenzi interrotti dai rumori della guerra, si è levato un raro grido di gioia: quello degli studenti palestinesi che hanno appreso i risultati dell’esame di maturità, il tawjihi, tradizionalmente considerato uno dei momenti più importanti nella vita dei giovani gazawi.
Nonostante mesi di bombardamenti, distruzioni e la perdita di scuole e abitazioni, centinaia di studenti hanno continuato a studiare come potevano — con libri salvati tra le rovine o condivisi tra i rifugi. Le autorità educative locali hanno confermato la pubblicazione ufficiale dei risultati, un evento che in passato era accompagnato da cerimonie e celebrazioni pubbliche, ma che oggi assume un significato completamente diverso.
“È una piccola vittoria in mezzo a tanto dolore,” racconta Mariam, 18 anni, che ha sostenuto gli esami vivendo in una tenda nel sud della Striscia. “Non sapevamo se saremmo sopravvissuti, ma abbiamo continuato a studiare.”
Le immagini diffuse da media locali mostrano famiglie che si abbracciano, bambini che ballano e studenti che sollevano cartelli con i propri voti tra le tende dei campi profughi. In molti casi, l’unica connessione internet disponibile per conoscere i risultati è stata fornita da generatori di fortuna o telefoni condivisi.
Secondo fonti locali, solo una parte degli studenti iscritti ha potuto effettivamente sostenere l’esame: molti sono stati costretti a fuggire o non hanno più avuto accesso ai materiali di studio. Tuttavia, per chi ce l’ha fatta, il risultato rappresenta una rara occasione di speranza.
“La determinazione dei giovani di Gaza è un atto di resistenza culturale,” ha dichiarato un insegnante rifugiato a Khan Yunis. “Ogni studente che si diploma oggi è la prova che la vita continua, anche sotto le bombe.”
L’annuncio dei risultati del tawjihi è da sempre un momento di orgoglio in Palestina. Quest’anno, però, le celebrazioni hanno assunto un valore simbolico ancora più profondo: quello di un popolo che, pur ferito, non rinuncia all’istruzione e alla dignità.

