A Torino è attivo AuToMove, un servizio sperimentale di navetta elettrica a guida autonoma che tenta di portare l’innovazione nella mobilità urbana, ma solleva anche questioni importanti. La navetta, di livello 4, viaggia senza conducente ma con un operatore di sicurezza a bordo, una precauzione necessaria vista la complessità del sistema.
Il progetto coinvolge enti come GTT, 5T, il Politecnico e l’Università di Torino, utilizzando tecnologie avanzate di comunicazione con l’infrastruttura. Il servizio, gratuito e prenotabile tramite app, copre solo un breve percorso di 3 km con cinque fermate, e funziona in orari limitati. Se da un lato si promette una mobilità più efficiente, dall’altro è inevitabile chiedersi quali siano le conseguenze sul fronte occupazionale: meno autisti e personale di controllo potrebbero perdere il lavoro, e non è detto che la tecnologia possa davvero sostituirli senza problemi.
Inoltre, molti utenti potrebbero essere diffidenti nell’affidarsi completamente a un algoritmo per la propria sicurezza, soprattutto in situazioni di emergenza o imprevisti. AuToMove appare quindi più come un esperimento tecnologico che una risposta concreta alle esigenze di trasporto pubblico, e resta da vedere se questa forma di mobilità autonoma riuscirà davvero a imporsi, senza compromettere posti di lavoro e senza suscitare timori diffusi tra i cittadini.


uno dei tanti mezzi per ridurre la popolazione
Immagino già come godranno i padroni del vapore quando vedranno i primi morti causati da questi veicoli. Quando a Mestre è morta tutta quella gente insabbiarono ogni cosa. Faranno nuovamente lo stesso, fra grasse risate.