Siamo tutti in pericolo, i più avanzati missili russi potrebbero colpire Roma, Amsterdam o Londra a cinque volte la velocità del suono. Significa che siamo tutti nel fianco Orientale”
Lo ha detto al Tg1 il segretario generale della Nato Mark Rutte.
Sono parole nette, inequivocabili, pronunciate con la gravità che si addice a un leader militare. Ma sono anche parole che appartengono alla categoria del procurato allarme. Non descrivono la realtà: la piegano, la manipolano.

Che la Russia disponga di missili capaci di raggiungere qualunque capitale europea non è una rivelazione del 2025. È un dato noto dagli anni ’60, quando la dottrina della deterrenza reciproca garantiva che nessuno dei due blocchi avrebbe premuto il bottone nucleare.
Allora si chiamava equilibrio del terrore. Oggi si chiama propaganda della paura.
Il vero punto non è la capacità tecnica – che nessuno mette in dubbio – ma l’assenza totale di interesse politico. Mosca non ha alcun vantaggio a colpire Roma o Amsterdam. Un simile gesto equivarrebbe a un suicidio: risposta nucleare certa, distruzione reciproca.
La costruzione della paura
Perché allora pronunciare frasi così allarmistiche? Perché servono. Servono a compattare un’alleanza che senza nemico rischierebbe di afflosciarsi. Servono a giustificare bilanci militari che crescono a dismisura. Servono a disciplinare opinioni pubbliche che potrebbero cominciare a chiedersi se la guerra in Ucraina valga davvero ogni sacrificio economico e sociale.
La frase «siamo tutti nel fianco orientale» poi, è un capolavoro di manipolazione. L’Italia non confina con la Russia, né l’Olanda, e Londra è un’isola — eppure, per Rutte, questi dettagli non contano: la minaccia deve essere ovunque, uniforme e indistinta. Non si tratta più di un problema limitato a Polonia, Lituania o Estonia. No: la guerra deve entrare nel salotto di casa, nel cuore delle città occidentali. Ma Rutte non si rivolge solo ai cittadini di Roma; si rivolge ai governi europei, ai Parlamenti, ai ministri del Tesoro. Il messaggio è chiaro: il pericolo è ovunque, perciò dovete pagare senza protestare.
È la perfetta architettura del procurato allarme: nessuno è al sicuro, quindi tutti devono obbedire. Tutti devono accettare nuove spese militari, nuove rinunce sociali, nuove cessioni di sovranità.
La Russia non è mai stata un impero coloniale proteso verso terre lontane da depredare. La sua storia non è quella delle flotte inglesi che solcavano oceani, né dei galeoni spagnoli carichi d’oro rubato alle Americhe, né delle legioni francesi o olandesi che piantavano bandiere dall’Asia all’Africa. La Russia è un colosso continentale, disteso su undici fusi orari, ricco di risorse naturali, ma sempre assediato dal problema della propria immensità: difendere confini sterminati, tenere insieme popoli diversi, affrontare un clima brutale e respingere invasioni che arrivavano da ogni lato.
La sua memoria storica è fatta di resistenza e sangue versato sul proprio suolo: i secoli sotto il giogo dei mongoli, le guerre contro i polacchi e gli svedesi, la marcia di Napoleone fermata a Mosca tra le fiamme, l’invasione hitleriana respinta al prezzo di venti milioni di morti. Ogni volta la Russia ha combattuto non per annettere continenti lontani, ma per non essere annientata.
Per questo, descriverla oggi come una potenza ansiosa di proiettare bombe su Roma o Parigi è un insulto alla storia e all’intelligenza. È un artificio retorico, una caricatura occidentale utile solo a giustificare la propria paranoia e a coprire i propri scheletri coloniali. La Russia non è mai stata un corsaro in cerca di bottino oltremare: è stata una muraglia vivente che, se attaccata, si difende con ferocia. Ignorare questo significa non capire nulla né del suo passato né del suo presente.
«Vladimir Putin è già il nostro principale avversario, la principale minaccia nel lungo periodo», ha detto Rutte.
Anche questa non è un’analisi è propaganda pura. È la consacrazione ufficiale di un nemico utile. La NATO non può esistere senza una minaccia permanente da sventolare: senza di essa, crollerebbe il senso stesso della sua presenza. E allora l’Occidente incastra Putin nel ruolo del “male assoluto”, lo trasforma in un totem negativo, la maschera perfetta da esibire a ogni occasione. Non importa che lui non abbia scelto quel ruolo: ciò che conta è che funzioni. Serve a nutrire la paura, a drogare l’opinione pubblica con la narrativa del pericolo, a giustificare senza fine spese militari, nuove alleanze e obbedienze cieche.
La retorica del “tutti in pericolo” non è nuova. È la stessa che giustificò l’intervento in Iraq con la menzogna delle “armi di distruzione di massa”. È la stessa che nei decenni della Guerra Fredda serviva a mantenere alta la tensione, a tenere unite opinioni pubbliche divise, a zittire le voci fuori dal coro.
Oggi, lo slogan «Siamo tutti in pericolo» non informa: manipola. Non descrive la realtà, la piega. È un grido costruito per condizionare e allarmare, la formula politica di un istinto primordiale del potere: governare non con il consenso, ma con la paura.
Non è Roma a essere in pericolo ma la verità. Il vero rischio è abituarci a un’allerta eterna, a una narrazione prefabbricata che ci rende ciechi, incapaci di distinguere i fatti dalla propaganda.
La Russia non ha alcun interesse a colpire Roma. Non lo farà mai. Rutte lo sa benissimo. Eppure ha scelto lo stesso di pronunciare quelle parole. Perché senza paura la NATO non esiste.



che brutta gente a vederli ci fanno ruttare di brutto non ci rappresentano ne il governicchio italiota ne il parlamento europeo fantoccio
rutte scusate lespressione ma rutte butta scoregge dalla bocca si vede che e un burattino in mano ai burattinai americani non ci imbrogliate piu
chi rimarrà vivo?
Rutto… ha detto questo perché vuole venderci l’ immondizia militare americana cosi che loro possono aggiornare la sua e noi poveri…… sborsiamo fior di miliardi.Spero che il cervello di chi si trova al parlamento europeo sia superiore di quello di un bambino delle scuole materne altrimenti siamo fregati
qualora succedesse l’irreparabile (tanto va la gatta al lardo che
ci rimette lo zampino, cara Giorgia) chi rimarrà vivo porterà
avanti la vera versione dei fatti. La Nato ha provocato la Russia
per anni…..e politici privi di scrupoli l’hanno agevolata.