Un gruppo di ricercatori cinesi ha pubblicato nel 2016 sulla rivista American Journal of Rhinology & Allergy uno studio che solleva interrogativi sul possibile legame tra vaccinazioni pediatriche e l’aumento di allergie e asma.
Gli autori spiegano che “la prevalenza di asma e malattie allergiche è aumentata negli ultimi decenni” e che “l’eziologia di asma e malattie allergiche non è stata interamente chiarita”.

Per questo motivo hanno deciso di indagare “la possibilità che la vaccinazione programmata in Cina possa avere un potenziale ruolo nell’asma e nelle malattie allergiche”.
Lo studio è stato condotto su topi neonati divisi in tre gruppi:
- Vaccini + OVA: i topi sono stati vaccinati seguendo il programma nazionale cinese e successivamente esposti a OVA.
- Solo OVA: i topi non hanno ricevuto vaccini, ma sono stati esposti a OVA.
- Controllo: i topi non hanno ricevuto né vaccini né OVA.
Ma cos’è OVA? È l’ovalbumina, una proteina presente nell’albume d’uovo, comunemente usata negli esperimenti come allergene per simulare le reazioni allergiche nei modelli animali.
I risultati hanno mostrato che “i topi del gruppo vaccino + OVA hanno presentato un aumento dell’iperresponsività delle vie aeree rispetto al gruppo OVA” e che “la concentrazione sierica di IL-4 nel gruppo vaccino + OVA era superiore a quella del gruppo OVA”.
Inoltre, “il livello sierico di IFN-γ nel gruppo OVA era inferiore a quello del gruppo di controllo, e anche inferiore a quello del gruppo vaccino + OVA”. In entrambi i gruppi OVA e vaccino + OVA “il rapporto IFN-γ / IL-4 era più basso rispetto al gruppo di controllo”.
Nelle conclusioni, i ricercatori scrivono che “la vaccinazione programmata in Cina può avere un ruolo nella prevalenza di asma e malattie allergiche inducendo l’espressione di citochine T-helper 2” e che potrebbe quindi essere “responsabile dell’aumento della prevalenza di asma e malattie allergiche in Cina”.
“I risultati del nostro studio hanno indicato che la vaccinazione programmata in Cina può avere un ruolo potenziale nella prevalenza di asma e malattie allergiche inducendo l’espressione di citochine T-helper 2 e può essere responsabile della crescente prevalenza di asma e malattie allergiche in Cina.”


Concordo su quanto detto da Laurette, i metalli nel corpo ci sono ed il grafene pure come testimoniava il dr Dr. Andreas Noak, che è stato successivamente ucciso.
Cio nonostante, un 81enne, fin da piccolo sofferente d asma bronchiale, allergica e nervosa, si è preso il Covid, si è curato a casa, ed è perfettamente guarito, anzi ora, sembra essere investito da un’ondata energetica giovanile. In barba alle “tendenze” governative.
Parliamo di TAC.. Altro.consenso.firmato. dove si dichiara di non avere nel corpo parti metalliche…. I vaccinati possono affermarlo ? Non credo proprio ,visto calamite che si attaccano sul punto di inoculazione , e quindi si presume a lunga distanza impossibilita’ di indagini sanitarie approfondite. E arriviamo alla depopolazione tanto amata da Bill Gates e Co.