In questo articolo mostriamo una carrellata di studi che dimostrano che la vaccinazione contro il morbillo non protegge dal morbillo e in alcuni casi il vaccino è la causa diretta.
VIRUS DEL MORBILLO VACCINO-DERIVATO IN DUE BIMBI DI 1 ANNO
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23782719/
Qui, descriviamo l’isolamento inaspettato di Morbillo derivato dal vaccino di due bimbi di 1 anno non correlati con infezione respiratoria acuta. I campioni rinofaringei sono stati ottenuti da un paziente nel febbraio 2007 e da un altro nel dicembre 2012. Per inciso, i due bambini avevano ricevuto la vaccinazione contro il morbillo e la rosolia 9 o 11 giorni prima del campionamento.
Abbiamo infine identificato gli isolati come Morbillo derivati dal vaccino mediante analisi di sequenza e metodi immunologici con anticorpi anti-morbillo nucleoproteico.
MORBILLO CAUSATO DA VACCINO IN UN BIMBO DI 18 MESI (Sicilia, Italia)
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26027483/
Descriviamo la presenza di morbillo in un paziente di 18 mesi in Sicilia, in Italia, nel marzo 2015, che ha ricevuto la prima dose di un vaccino contenente morbillo sette giorni prima dell’insorgenza dei sintomi prodromici. L’infezione da virus del morbillo è stata confermata dalla PCR e dal rilevamento di immunoglobuline specifiche; la genotipizzazione virale ha permesso la conferma di una malattia associata al vaccino.
MORBILLO VACCINO DERIVATO IN BIMBO IMMUNODEPRESSO
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29152266/
Presentiamo un caso di infezione da morbillo associata al vaccino in un paziente immunodepresso, sieropositivo negli Stati Uniti. Questo caso descrive l’impressionante eruzione cutanea manifestata dal nostro paziente e sottolinea l’importanza di rivedere gli interventi di sanità pubblica per determinare i collegamenti epidemiologici nelle aree geografiche con bassa incidenza del morbillo.
ENCEFALITE CAUSATA DAL CEPPO VACCINALE DEL VIRUS DEL MORBILLO
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10589903
Segnaliamo un caso di encefalite da corpo inclusivo da morbillo (MIBE) che si verifica in un bimbo di 21 mesi apparentemente sano 8,5 mesi dopo la vaccinazione contro morbillo-parotite-rosolia. Non aveva precedenti prove di immunodeficienza e nessuna storia di esposizione al morbillo o malattia clinica.
Durante il ricovero è stata dimostrata un’immunodeficienza primaria caratterizzata da una conta delle cellule CD8 profondamente ridotta e da disgammaglobulinemia. Una biopsia cerebrale ha rivelato caratteristiche istopatologiche coerenti con MIBE e gli antigeni del morbillo sono stati rilevati mediante colorazione immunoistochimica. La microscopia elettronica ha rivelato inclusioni caratteristiche dei nucleocapsidi del paramyxovirus all’interno di neuroni, oligodendroglia e astrociti.
La presenza del virus del morbillo nel tessuto cerebrale è stata confermata dalla reazione a catena della polimerasi di trascrizione inversa. La sequenza nucleotidica nelle regioni del gene di fusione e della nucleoproteina era identica a quella dei ceppi vaccinali Moraten e Schwarz; il gene di fusione differiva dai virus noti del genotipo A di tipo selvatico.
I dati dei focolai di morbillo nelle scuole altamente vaccinate sono chiari e inquietanti: parliamo di migliaia di studenti in cui, nonostante una copertura vaccinale documentata tra il 98% e il 100%, si sono verificati focolai significativi. Non sono casi isolati o eccezioni statistiche: decine di ragazzi si ammalano, e in alcuni casi quasi tutti i soggetti vulnerabili contraggono l’infezione. Questo mette in discussione alcune assunzioni fondamentali del dogma vaccinale: l’idea che una copertura molto alta garantisca automaticamente immunità di gregge e blocchi la diffusione della malattia è smentita dai fatti.
EPIDEMIA DI MORBILLO IN UNA POPOLAZIONE DELLA SCUOLA SECONDARIA COMPLETAMENTE IMMUNIZZATA. 100% (TEXAS)
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3821823
Concludiamo che focolai di morbillo possono verificarsi nelle scuole secondarie, anche quando più del 99% degli studenti è stato vaccinato e più del 95% è immune.
FOCOLAIO DI MORBILLO SI È VERIFICATO IN UNA SCUOLA SUPERIORE ALTAMENTE VACCINATA CON UN LIVELLO DOCUMENTATO DEL 98%. (MASSACHUSETTS)
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1646939/
EPIDEMIA DI MORBILLO IN UNA POPOLAZIONE SCOLASTICA COMPLETAMENTE VACCINATA 100% (HOUSTON)
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8483623
EPIDEMIA DI MORBILLO ESPLOSA IN UNA POPOLAZIONE ALTAMENTE VACCINATA 99,7% (ILLINOIS) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2910058
Cosa ci dicono questi dati?
Che il vaccino, pur essendo uno strumento utile per ridurre il rischio complessivo, non è una garanzia. Ci sono persone che, nonostante la vaccinazione, rimangono suscettibili e possono ammalarsi e diffondere il virus. La presunta immunità di gregge, presentata come un muro invalicabile, in realtà non funziona in maniera assoluta, specialmente in contesti con contatti ravvicinati e intensi come scuole e dormitori.
Le giustificazioni comuni, come “sarebbe stato peggio senza vaccino”, sono opinioni speculative. Nessuno può sapere con certezza quanti si sarebbero ammalati senza la vaccinazione: si tratta di ipotesi, non di dati. Usare queste affermazioni per difendere dogmaticamente il vaccino equivale a trattare la scienza come una religione, ignorando ciò che i numeri reali mostrano: il rischio esiste e non è trascurabile.
Inoltre, questi focolai mostrano che anche le strategie basate solo sulla vaccinazione di massa hanno limiti concreti. Quando una popolazione è altamente vaccinata, la presenza di pochi individui suscettibili o “vaccine failures” può comunque dare origine a focolai esplosivi. Ignorare o minimizzare questi eventi significa negare dati empirici, non fare scienza.
I vaccini non garantiscono protezione completa. L’idea di immunità di gregge è un mito quando si verificano focolai esplosivi in popolazioni altamente vaccinate, come dimostrano decine di casi documentati in scuole con il 98–100% di vaccinati. Minimizzare o ignorare questi eventi non è scienza: è propaganda. La realtà è che anche con coperture vaccinali quasi totali, il morbillo può diffondersi rapidamente, e i “vaccine failures” possono giocare un ruolo concreto nella trasmissione. Presentare la vaccinazione come barriera assoluta è fuorviante e dogmatico, e chi lo fa sta scegliendo di ignorare i fatti per aderire a una narrativa rassicurante. Dietro a questa narrativa ci sono spesso aziende produttrici che pagano per diffondere una versione edulcorata della realtà, con l’obiettivo di proteggere profitti e mercati più che la trasparenza scientifica.










Stanno massacrando il sistema immunitario che non sarà più in grado di reagire autonomamente ed anzi creerà nuove patologie.
Abbiamo dato la gestione del nostro bene più prezioso, la salute, in mano a degli individui senza scrupoli.
Neanche il più scriteriato degli imbecilli l’avrebbe mai fatto, ma noi, come collettività, invece sì e alla grande.